All’interno della cornice di corte Renolfa tra San Biagio e Bagnolo San Vito, il Museo della Civiltà Contadina e Artigianale è costituito dall’esposizione di un ricco patrimonio etnografico più di 1200 oggetti raccolto e restaurato sul territorio locale.
Vengono presentati percorsi didattici, che tendono ad esprimere tutta una filosofia di vita della prima metà del ‘900, non solo rurale, con una specificità antropologica nella continuità del divenire e formando un trait d’union tra l’antica civiltà Etrusca, quella rurale e l’avvento del periodo pre industriale, nei settori dell’illuminazione, motorizzazione, comunicazione (draga, ruspa, barca a motore, mulino, abbeveratoio, mungitrice, mietilega, motosega, motorino), attività artigianali (telai, macchina da cucire, radio, grammofono, giradischi, ferro da stiro, rasoio, carillon, fumetti, giornali).
Esempio di percorso didattico:
Simbolo del movimento, del trasporto, del trascorrere del tempo e segno del progresso industriale. Nella storia antica, mentre gli Egizi trainavano i massi delle Piramidi su tronchi, l’intelligenza dei popoli della Mesopotamia utilizzava la ruota piena: prima nell’arte del vasaio (tornio per lavorare l’argilla) poi nel trainare e trasportare.
Grandi opere di bonifica a Bagnolo nacquero nel 1925-1930 presso lo stabilimento idrovoro della Travata dove esisteva anche un piccolo porto, c’era un traghetto per l’altra sponda del Mincio (con pagamento di un pedaggio) e molti scariolanti lavoravano per costruire anche il canale Gherardo collegando il Mincio e il Po. A seconda dell’uso, i nomi della carriola variavano: cariulon per il letame, carioula per trasporto terra, cariulina per i panni da lavare al fosso, menacareta per sabbia e ghiaia, caretin per il mugnaio, caretela con sponde che anticipa il baros.
La carriola dello scariolante aveva una cinghia passante sul dorso dell’operaio per alleggerirne il peso, dovendo salire o scendere dai dossi o dagli argini dopo aver caricato con il badile; spesso nel trasporto terra si usavano anche carretti o baros a due ruote, trainati da cavalli o muli, o carrelli su piccole rotaie per trasportare ghiaia o sabbia (simili a quelli delle miniere per il carbone). L’arte del bonificare le paludi da acque stagnanti per coltivarne i terreni prosciugati risale all’opera preziosa dei benedettini: canalizzando e regolando le frequenti inondazioni del Po o del fiume Mincio in prossimità di Bagnolo-San Biagio.
In modo particolare l’attenzione delle scolaresche viene focalizzata sulla carriolina per far la bugada (bucato) al fosso, nei canali, in bonifica o nel lago di MN quando l’acqua era pulita. Attività a pagamento svolta dalle bugandere sia nei paesi che in città per il piccolo e grande bucato di stagione (si usava l’asse – al scanel – il sapone, la cenere, la liscivia e tanto olio di gomito per poche lire pur di accontentare la padrona). Svolta la simulazione con lo stendere i panni su due lunghe corde tese, gli alunni analizzano il variegato abbigliamento di ieri, con quello di oggi.
Prima della meccanizzazione dell’agricoltura per il trasporto e la movimentazione si utilizzava la forza animale (cavallo, asino, buoi, mucca).
Alcuni vecchi mestieri esprimono abilità artigianali ingegnose e creative.
Accoglienza dei gruppi e organizzazione dei lavori con gli insegnanti (durata del percorso didattico, spostamenti, laboratorio) da effettuarsi presso la scuola elementare di Bagnolo San Vito.
NB: è possibile effettuare una breve visita al laboratorio allestito sotto la scuola elementare per iniziare la contestualizzazione del percorso didattico in oggetto.
Tosto che l'acqua a correr mette co,
non più Benaco, ma Mencio si chiama
fino a Governol, dove cade in Po.
(Dante, Inferno, XX, 78)
Governolo, paese con duemila anni di storia, è sito nel Parco del Mincio, in territorio del comune di Roncoferraro, provincia di Mantova, dai cui dista 12 km. Il dolce corso del fiume MIncio, che qui attraversa fertili campagne, diviene ora protagonista: proprio sulle sponder del fiume venne fondato il borgo, l'antico Campo Ambulejo teatro dell'incontro tra Attila e Papa Leone Magno. Il corso del Mincio si snodava dolce e sinuoso a formare paludi e acquitrini che circondavano le terre emerse, fino alla foce nel fiume Po, distante solo pochi chilometri. E fino a poco più di vent'anni fa, il fiume attraversava il centro del paese, determinando con il suo placido scorrere i ritmi della vita quotidiana, le occupazioni, i mestieri, i divertimenti della gente di Governolo. Ora il Mincio scorre più a nord, attraverso una nuova conca di navigazione inaugurata nel 1925: attraverso il recupero della Conca del Bertazzolo, realizzato grazie ai fondi Obbiettivo 2 di Unione Europea e di Regione Lombardia, oggi è possibile vedere come venivano governati i livelli delle acque nel punto in cui il Mincio sfocia nel Po.
La conca di navigazione progettata dall'ingegnere Gabriele Bertazzolo, realizzata a partire dal 1605, e la chiusa di sbarramento, la cui prima costruzione risale alla fine del X|| secolo, si presentano al pubblico dopo la straordinaria opera di restauro, cofinanziata da Unione Europea e Regione Lombardia, che ha permesso una completa riscoperta riscoperta e una minuziosa comprensione dell'antico assetto idraulico del fiume Mincio, che proprio a Governolo trovava uno dei suoi snodi capitali. Gli imponenti manufatti, ricostruiti nell'Ottocento e oggi definitivamente restituiti in tutto il loro splendore, testimoniano degli sforzi millenari volti a imbrigliare, a regolare, a sfruttare il corso delle acque del Mincio, elemento cardine dell'esistenza e dell'economia del borgo, e ci raccontano della sapienza tecnica e del genio risolutivo di grandi ingegneri come Giovanni da Padova e Gabriele Bertazzolo che, per conto dei Gonzaga signori di Mantova, inventarono autentici prodigi della scienza e della tecnica, che ancora oggi ci meravigliano. Il Museo Diffuso - Ecomuseo "Conca del Bertazzolo" ha istituito un centro visite che, grazie all'ausilio di esperti operatori didattici, trasmette non solo una precisa conoscenza della storia e delle vicende del luogo ma consente anche un eccezionale approccio diretto con i materiali attraverso un circuito che percorre i manufatti idraulici, per consegnarci un'esperienza davvero unica e speciale.
Scuola Primaria Istituto comprensivo di Bagnolo San Vito a Corte Boscone
in collaborazione con Il circolo Nautico "L.Zampolli" di Bagnolo